Le estati europee più calde ampliano la finestra di attività delle zanzare invasive. Le soglie di temperatura, la diapausa e il rischio di trasmissione spiegano perché la stagione si allunga.
Perché la stagione delle zanzare sta cambiando
Il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie riferisce che l'Europa si sta riscaldando, con estati più lunghe e calde e ondate di calore e alluvioni più frequenti. Queste condizioni favoriscono zanzare invasive come Aedes albopictus e Aedes aegypti. Tra il 2013 e il 2023, Aedes albopictus è passata dall'essere insediata in 8 paesi UE e SEE e 114 regioni a 13 paesi e 337 regioni, diffondendosi verso nord e verso ovest. Aedes aegypti è insediata a Cipro dal 2022. La direttrice dell'ECDC Andrea Ammon ha avvertito che un'ulteriore diffusione potrebbe portare più casi, e possibilmente decessi, da dengue, chikungunya e Zika. La stagione non è semplicemente più lunga ovunque; cambia dove inizia, quanto dura e per quanta parte dell'anno la trasmissione è possibile.
Le soglie di temperatura che regolano la sopravvivenza
Aedes albopictus ha bisogno di temperature specifiche per insediarsi e restare attiva. La scheda informativa degli esperti dell'ECDC indica una temperatura media invernale superiore a 0 gradi C perché le uova possano svernare, e una temperatura media annua superiore a 11 gradi C per la sopravvivenza e l'attività degli adulti. Lo sviluppo ottimale avviene tra 25 e 30 gradi C, e in genere c'è scarsa attività degli adulti sotto i 9 gradi C. Le popolazioni si sono insediate anche in aree con temperature medie più basse, tra 5 e 28,5 gradi C, di quanto gli scienziati sospettassero in precedenza. Questo scarto tra soglie di laboratorio e osservazioni sul campo conta. Significa che la mappa del rischio non è fissata da un singolo numero, e il monitoraggio deve seguire le condizioni locali invece di dare per scontato che una specie si fermi a una linea storica.
La diapausa e il trucco della sopravvivenza invernale
Le popolazioni temperate di Aedes albopictus sopravvivono all'inverno grazie alla diapausa, uno stato di quiescenza innescato dall'accorciarsi delle giornate. La scheda dell'ECDC afferma che le uova in diapausa sono generalmente prodotte sotto le 13 o 14 ore di luce diurna, e che la soppressione della schiusa dura di solito abbastanza da superare l'inverno. Questa resistenza al freddo è misurabile: le uova in diapausa di popolazioni europee sono sopravvissute a un'ondata di freddo di meno 10 gradi C, mentre le uova tropicali sono sopravvissute solo a meno 2 gradi C. La diapausa aiuta a spiegare perché una specie associata ai climi caldi possa resistere nelle parti più fresche d'Europa e poi emergere quando le condizioni migliorano. Significa anche che l'inizio della stagione dipende dalla lunghezza del giorno e dalla temperatura insieme, non solo dal calore.
Quando gli adulti sono attivi in tutta Europa
Le finestre di attività variano molto con la latitudine e il clima locale. Nell'Italia settentrionale le femmine adulte erano più abbondanti da maggio a settembre, con un picco a fine luglio. In Grecia la specie è attiva senza interruzioni per oltre otto mesi l'anno e raggiunge il picco a ottobre. In Italia alcune popolazioni restano attive per tutto l'inverno. Si prevede che il riscaldamento renderà gran parte dell'Europa più adatta all'insediamento, e che l'Europa occidentale, compresi Belgio, Francia, Lussemburgo e Paesi Bassi, offrirà condizioni favorevoli nei prossimi decenni. Questi schemi mostrano che un clima più caldo non allunga semplicemente un'unica stagione uniforme. Ridefinisce i tempi, con esordi più precoci in alcuni luoghi e attività prolungata in altri. Queste differenze regionali significano che un clima in riscaldamento può prolungare l'attività delle zanzare in un'area spostandone altrove il momento del picco.
Temperatura e trasmissione della chikungunya
La temperatura influenza anche la capacità di una zanzara di trasmettere un virus. Heitmann e colleghi, su Eurosurveillance nel 2018, hanno infettato Aedes albopictus provenienti da Germania e Italia con un ceppo di chikungunya di un focolaio francese, tenendole a 18, 21 o 24 gradi C per due settimane. I tassi di trasmissione hanno superato il 35 percento in tutte le condizioni. La popolazione tedesca ha raggiunto il tasso più alto, 50 percento, a 18 gradi C, mentre quella italiana ha raggiunto il 63 percento a 18 e 21 gradi C. Gli autori hanno concluso che il rischio attuale di chikungunya in Europa è limitato soprattutto da dove vive il vettore, non dalla temperatura, e che i paesi con Aedes albopictus insediata dovrebbero effettuare sorveglianza e monitoraggio entomologici. La temperatura regola la rapidità con cui il virus si incuba nella zanzara prima di poter essere trasmesso durante una puntura successiva.
Spostamenti previsti nel rischio di trasmissione
Ryan, Carlson, Mordecai e Johnson hanno modellizzato la trasmissione dipendente dalla temperatura da parte di Aedes aegypti e Aedes albopictus, pubblicando su PLOS Neglected Tropical Diseases nel 2019. I loro limiti termici erano 21,3-34,0 gradi C per Aedes aegypti e 19,9-29,4 gradi C per Aedes albopictus, più limitato dal caldo. Entro il 2050, il numero di persone esposte ad almeno un mese di trasmissione adatta aumenterà di circa mezzo miliardo. Entro il 2080, gli scenari gravi aggiungono quasi un miliardo di persone in più per Aedes aegypti. Per Aedes albopictus, i numeri più elevati compaiono negli scenari intermedi, perché il riscaldamento supera il suo limite termico superiore in molti luoghi. L'Europa mostra alcuni dei maggiori aumenti previsti, comprese stagioni di trasmissione più lunghe.
Che cosa significa per la sanità pubblica
L'ECDC ha segnalato 1.133 casi umani di virus West Nile e 92 decessi nell'UE e nello SEE nel 2022, il conteggio più alto dal 2018, con 1.112 casi acquisiti localmente. Nello stesso anno, sono stati registrati 71 casi di dengue acquisiti localmente nell'UE continentale e nello SEE, 65 in Francia e 6 in Spagna, pari al totale segnalato tra il 2010 e il 2021. Questi dati mostrano che le malattie trasmesse dalle zanzare sono già un problema di sanità pubblica europeo, non solo tropicale. Le risposte pratiche includono la sorveglianza delle zanzare adulte e larvali, la rimozione dell'acqua stagnante e l'uso di barriere fisiche integre, come zanzariere installate correttamente. L'obiettivo è un'informazione accurata sul rischio, non allarmismo. Dati di sorveglianza di questo tipo aiutano le agenzie sanitarie a indirizzare le misure di controllo dove l'attività delle zanzare e il rischio di trasmissione locale si sovrappongono.
Sources
- Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie: Aedes albopictus, scheda per esperti (proiezioni climatiche; si prevede che l'Europa occidentale, tra cui Belgio, Francia, Lussemburgo e Paesi Bassi, offrirà condizioni favorevoli entro qualche decennio)
- Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie: crescente rischio di malattie trasmesse da zanzare nell'UE/SEE dopo la diffusione delle specie di Aedes. Indica che nel 2022 nell'UE/SEE continentale sono stati registrati 71 casi di dengue autoctona, pari al totale segnalato tra il 2010 e il 2021, con 65 casi in Francia e 6 in Spagna.
- Eurosurveillance: valutazione sperimentale del rischio di trasmissione del virus chikungunya basata sulla competenza vettoriale, sulla distribuzione e sull'idoneità termica in Europa, 2018
- PLOS Neglected Tropical Diseases: espansione globale e ridistribuzione del rischio di trasmissione dei virus trasmessi da Aedes con il cambiamento climatico
- Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie: dati storici sul virus del Nilo occidentale. Indica che i paesi UE/SEE hanno segnalato 1.133 casi umani di virus del Nilo occidentale e 92 decessi nel 2022, di cui 1.112 acquisiti localmente, e che si è trattato del numero più alto dal picco epidemico del 2018.
